Che verso fa il geco? Tutto sui suoni delle specie comuni e asiatiche

Chi abita lungo le coste del Mediterraneo, o ha trascorso una notte estiva in Sicilia, Campania o Sardegna, sa com'è: le luci fuori accese, l'aria calda ferma, e da qualche punto del muro o del soffitto arriva un verso rapido, acuto, quasi un clic ripetuto. La fonte - se si ha la pazienza di cercala - è un piccolo geco immobile vicino a un'insegna o a una lampadina.

Geco leopardino su sfondo bianco

Non è raro che la prima reazione sia sorpresa. L'idea che un rettile emetta suoni volontari, articolati e funzionali non è parte del senso comune. I rettili, nell'immaginario collettivo, sono muti. Eppure i gechi sono un'eccezione evolutiva straordinaria - e la scienza negli ultimi anni sta capendo perché.

Che verso fa il geco

I gechi sono tra i pochissimi rettili capaci di produrre suoni vocali complessi. La quasi totalità degli altri rettili - coccodrilli esclusi - emette al massimo sibili difensivi o rumori meccanici prodotti per sfregamento. I gechi invece possiedono una laringe sviluppata con strutture simili alle corde vocali, capace di produrre chiamate articolate e variabili.

Questa capacità è talmente peculiare che il tokay (Gekko gecko) è stato recentemente scelto come organismo modello per lo studio dell'evoluzione laringea nei vertebrati. Nello studio "Gekko gecko as a Model Organism for Understanding Aspects of Laryngeal Vocal Evolution", pubblicato nel 2024 sul Journal of Experimental Biology (studio sull’evoluzione laringea del geco tokay), i ricercatori descrivono come il tokay condivida con uccelli e mammiferi meccanismi di produzione del suono che si sono evoluti in modo convergente, indipendentemente. I gechi non "ereditano" la voce dagli uccelli: l'hanno inventata da soli.

I suoni che i gechi producono variano per specie, contesto e individuo. Le funzioni principali sono:

  • Difesa territoriale: avvertire altri maschi della propria presenza
  • Corteggiamento: attirare le femmine durante la stagione riproduttiva
  • Comunicazione madre-neonato: orientare i cuccioli nei primi giorni di vita
  • Segnalazione di stress o pericolo: verso breve e acuto in caso di minaccia

Il verso del geco comune e sardo

Il geco comune italiano (Tarentola mauritanica) vocalizza, ma in modo discreto rispetto alle specie asiatiche. I maschi emettono brevi sequenze di clic o "cra-cra" ripetuti - fino a undici ripetizioni consecutive secondo l'osservazione etologica riportata dall'Italian Gekko Association (approfondimento Italian Gekko sull’etologia) - prevalentemente al crepuscolo e nelle prime ore della notte, in concomitanza con la caccia agli insetti attirati dalla luce.

Le femmine della stessa specie vocalizzano raramente, e solo durante la stagione riproduttiva. La comunicazione visiva - posture, movimenti della coda, gonfiamento del corpo - integra e spesso sostituisce quella acustica.

Il verso ha funzione prevalentemente territoriale: i maschi si segnalano a vicenda per evitare lo scontro fisico. Un maschio che risponde a un altro lo fa raramente avanzando; più spesso si riposiziona silenziosamente in un altro punto della parete.

Il geco verace (Hemidactylus turcicus), comune nell'Italia meridionale e nelle isole, emette suoni simili - clic rapidi e sequenze brevi - con caratteristiche acustiche documentate in registrazioni storiche raccolte da California Herps (scheda California Herps sui versi del geco verrucoso), una delle banche dati erpetologiche di riferimento per le specie del Mediterraneo.

Il geco sardo (Phyllodactylus europaeus), endemico di Sardegna e alcune isole tirreniche, è considerato tra i più silenti della fauna italiana: vocalizza raramente, e le sue chiamate - brevi e a bassa intensità - sono state poco studiate in letteratura scientifica.

Nota legale: tutte le specie di geco selvatiche presenti in Italia sono protette. La detenzione non autorizzata è vietata dalla normativa nazionale e regionale.

Il verso del geco gigante e asiatico

Il tokay (Gekko gecko) è il caso estremo, e il più studiato. Non è presente in Italia come specie selvatica, ma è tenuto come animale domestico in Europa e ha ispirato - col suo verso - il nome comune dell'intera famiglia.

Il verso del tokay è una delle vocalizzazioni più riconoscibili del mondo animale: una sequenza bipartita che inizia con una serie di clic striduli (fase "tuk-tuk-tuk") e culmina nella chiamata piena "GEK-ko", ripetuta più volte. Secondo la pagina Wikipedia dedicata alla specie (scheda tassonomica sul geco tokay), il nome scientifico Gekko gecko è direttamente onomatopeico - i primi naturalisti europei che lo descrissero trascrissero il suo verso come nome.

L'intensità del verso del tokay può raggiungere i 90 decibel, paragonabile al volume di un tosaerba da vicino. Non è un dettaglio trascurabile per chi considera di tenerlo in appartamento.

Le caratteristiche acustiche del verso sono state analizzate in dettaglio da Phongkangsananan et al. (2014), pubblicato su Herpetological Conservation and Biology (studio Herpetological Conservation and Biology sulle vocalizzazioni): le chiamate si dividono in almeno due fasi distinte con funzioni diverse, riconoscimento di specie e identificazione individuale, il che suggerisce che ogni tokay abbia una "voce" riconoscibile dagli altri individui.

Un aspetto ancora più sorprendente viene da una ricerca del Max Planck Institute for Ornithology, pubblicata nel 2017 su Proceedings of the Royal Society B con il titolo "Vocal Plasticity in a Reptile" (studio Royal Society sulla comunicazione vocale nei gechi) e commentata dallo Yale Scientific Magazine (articolo Yale Scientific sulla vocal plasticity del geco): i tokay modificano attivamente le proprie chiamate in risposta al rumore ambientale, allungando la durata delle sillabe per mantenere la comunicazione efficace. Un comportamento fino ad allora noto solo in uccelli e mammiferi.

Il significato del verso del geco in amore

Le vocalizzazioni dei gechi non hanno una sola funzione - e la stagione riproduttiva le moltiplica e le diversifica.

Durante il corteggiamento, il maschio del tokay produce le sue chiamate più lunghe e articolate, con variazioni di ritmo che sembrano trasmettere informazioni sulla taglia corporea e sulla condizione fisica. Studi acustici hanno rilevato correlazioni tra la frequenza delle chiamate e le dimensioni del maschio: una chiamata più lenta e profonda segnala un individuo più grande, con valore evolutivo come indicatore di fitness per la femmina.

L'aspetto meno noto - e scientificamente più recente - riguarda la comunicazione tra madre e neonati. In alcune specie, incluse quelle appartenenti al gruppo dei gechi "mourning gecko" (Lepidodactylus lugubris), le femmine producono chiamate a bassa frequenza nelle prime ore dopo la schiusa delle uova, che orientano i cuccioli verso la madre o verso zone sicure del territorio. Come documentato da ReptiFiles nella guida comportamentale del mourning gecko (guida ReptiFiles sul linguaggio corporeo del mourning gecko), questo tipo di comunicazione - raro nei rettili - suggerisce che nei gechi esista una forma primitiva di cura parentale post-schiusa mediata dalla voce.

Nei gechi domestici più comuni, il geco leopardino (Eublepharis macularius) vocalizza raramente negli adulti, ma i cuccioli appena schiusi emettono brevi squeaks ad alta frequenza - suoni che probabilmente hanno mantenuto una funzione comunicativa residuale nella storia evolutiva della specie, anche se in cattività non raggiungono mai una madre in ascolto.

Domande frequenti

Il geco emette suoni?

Sì. I gechi sono tra i pochi rettili capaci di produrre suoni vocali complessi attraverso una laringe sviluppata. Questa capacità si è evoluta indipendentemente in modo convergente rispetto a uccelli e mammiferi, come dimostrato dallo studio pubblicato sul Journal of Experimental Biology (2024). La maggior parte degli altri rettili - serpenti, lucertole non geconidi, tartarughe - è muta o emette al massimo sibili.

Come si chiama il verso del geco?

Non esiste un termine italiano standard. In inglese, il verso del tokay viene trascritto come "gecko gecko" o "to-kay" - da cui il nome comune della specie. Il verso del geco comune italiano viene descritto come una sequenza di clic o "cra-cra" brevi e ripetuti. Il verso dei gechi domestici leopardini è spesso chiamato "chirp" (pigolìo) nelle comunità herpetologiche anglofone.

Perché il geco fa il verso?

Per ragioni precise e documentate: difendere il proprio territorio da altri maschi, attirare le femmine durante la riproduzione, segnalare stress o pericolo, e - in alcune specie - comunicare con i neonati dopo la schiusa. Il verso non è casuale: la ricerca sulla plasticità vocale del tokay ha dimostrato che i gechi modulano attivamente i propri suoni in base al contesto ambientale, come descritto nello studio del Max Planck Institute su Proceedings of the Royal Society B.

Che versi fanno i gechi?

Dipende dalla specie. Il geco comune italiano emette clic rapidi e sequenze brevi, prevalentemente di notte. Il tokay produce la caratteristica doppia sillaba "GEK-ko" a volumi fino a 90 dB. Il geco leopardino emette raramente suoni, prevalentemente squeaks acuti in condizioni di stress o durante la prima fase di vita. Il geco crestato può produrre brevi vocalizzazioni simili a fischi durante l'interazione con altri esemplari.


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