Razze di geco: guida completa alle specie domestiche e selvatiche

Esistono oltre 1.700 specie di geco nel mondo - più di qualsiasi altro gruppo di lucertole. Abitano deserti, foreste tropicali, coste mediterranee e pareti domestiche. Eppure, nel mercato degli animali da compagnia in Italia, quando si parla di "geco" ci si riferisce quasi sempre a tre o quattro specie ben precise.

Una precisazione utile prima di iniziare: nel caso dei gechi - come per tutti i rettili - il termine corretto non è "razza" ma specie. Le razze sono varietà selezionate dall'uomo all'interno di una stessa specie domestica (come accade per i cani o i gatti); i gechi, invece, appartengono a specie biologicamente distinte, con origini geografiche, fisiologia e comportamento profondamente diversi. Se si cerca "razze di geco" è perché questo è il termine più usato nel linguaggio comune - ma quello che si sta scegliendo, in realtà, è una specie.

La scelta della specie giusta non è una questione estetica: ogni geco ha esigenze ambientali, alimentari e comportamentali radicalmente diverse. Scegliere male significa spesso un animale cronicamente stressato, malato, o destinato a sopravvivere pochi anni invece dei venti o più che potrebbe vivere con le cure corrette.

Geco arancione in un terrario

Questa guida descrive le specie più diffuse in Italia - domestiche e selvatiche - con le informazioni pratiche e la cornice normativa necessarie per fare una scelta consapevole.

I principali tipi di geco domestico

Il geco leopardino (Eublepharis macularius)

Il geco leopardino è il rettile domestico più diffuso in Italia e nel mondo. Originario delle zone aride di Pakistan, Afghanistan e India nordoccidentale, è un insettivoro terrestre - non si arrampica sui vetri, non sale sui muri - con un temperamento generalmente docile e una buona adattabilità alla manipolazione.

Le sue caratteristiche lo rendono una scelta adatta anche a chi si avvicina ai rettili per la prima volta: ha bisogno di spazio contenuto, non produce suoni, mangia insetti facilmente reperibili (grilli, blatte dubia, larve di mosca soldato nera), e vive tra i 15 e i 20 anni in cattività - con casi documentati oltre i 28 anni.

La variabilità morfologica è ampia: esistono decine di morph (varianti di colore e pattern selezionate in allevamento) che influenzano sensibilmente il prezzo. Un leopardino standard da allevatore affidabile costa tra i 50 e i 150 euro; i morph più rari o recenti raggiungono cifre anche superiori ai 500 euro. Non richiede documentazione CITES: è una specie allevata in cattività da decenni, non soggetta a restrizioni commerciali nell'UE per gli esemplari nati in cattività.

Giulia non si era mai interessata ai rettili - "mi fanno ancora un po' impressione", ammette - ma quando una conoscente le propose di adottare una femmina nata con un occhio leggermente chiuso, non vendibile in allevamento, non riuscì a dire di no. Fu suo figlio Lorenzo, dodici anni, a prendersene cura. Imparò a tenere i grilli in una scatola apposita, a gut-locarli prima di metterli nella teca, a distinguere quando il geco aveva fame da quando era sazio. Aspettava la muta per conservare la pelle ed eventualmente portarla a scuola. La cosa che lo affascinava di più, racconta Giulia, era osservare le tecniche di caccia: "capiva subito quando in teca c'era qualcosa da mangiare, anche se non lo vedeva ancora". Ogni tanto la liberavano in cucina e nel soggiorno - il geco leopardino, a differenza del geco comune, non si arrampica ma cammina sul pavimento e ispeziona l'ambiente con curiosità metodica.

Il geco crestato (Correlophus ciliatus)

Considerato estinto fino al 1994, quando una spedizione scientifica in Nuova Caledonia ne ritrovò una popolazione vitale, il geco crestato si è rapidamente affermato come una delle specie domestiche più apprezzate. È arboricolo - si arrampica, salta, preferisce terrari verticali - e onnivoro: accetta diete commerciali complete (CGD) integrate con insetti vivi, rendendo la gestione alimentare più semplice rispetto al leopardino.

Il temperamento è generalmente curioso e abbastanza tollerante alla manipolazione, ma più sensibile allo stress rispetto al leopardino. La temperatura è un fattore critico: non sopporta caldo eccessivo, con il limite massimo intorno ai 27°C. Un geco crestato costa tra i 50 e i 200 euro, con morph particolari anche più costosi.

Dal punto di vista normativo, il geco crestato rientra nel CITES Appendice II: può essere commercializzato, ma ogni esemplare deve essere accompagnato da documentazione che ne certifica l'origine da allevamento in cattività. Acquistare senza documentazione non è solo illegale - è un rischio per la salute dell'animale, che potrebbe essere prelevato dal selvaggio.

Il geco domestico asiatico - geco tokay (Gekko gecko)

Il tokay è il secondo geco più grande del mondo: raggiunge i 35 cm di lunghezza, ha colori spettacolari (azzurro-grigio con macchie arancioni e rosse) ed è noto per il temperamento aggressivo. Morde con forza, non ama essere maneggiato, e non è una scelta per chi si avvicina ai gechi per la prima volta.

Il nome deriva dal suo verso - un richiamo potente e inconfondibile, "to-kay", che nel tokay maschio può raggiungere i 90 decibel. È una specie nativa del Sud-est asiatico, fortemente notturna, predatrice di insetti e piccoli vertebrati.

Il tokay è inserito nel CITES Appendice II su proposta dell'Unione Europea, a seguito di preoccupazioni per il commercio insostenibile di esemplari selvatici, come documentato da un'inchiesta di National Geographic (inchiesta National Geographic sul commercio del geco tokay) sul traffico illegale di questa specie per usi medicinali tradizionali in Asia. Gli esemplari nati in cattività sono disponibili sul mercato europeo con la documentazione richiesta; il prezzo varia tra i 40 e i 120 euro.

Specie di gechi presenti in Italia

Il geco comune o Tarentola mauritanica

Il geco più visibile in Italia - sui muri, vicino alle luci esterne, sui terrazzi - è la Tarentola mauritanica. È una specie autoctona, distribuita su tutto il territorio peninsulare e insulare, protetta dalla normativa italiana (D.P.R. 357/1997) e da numerose leggi regionali. La detenzione in cattività senza autorizzazione specifica è vietata e sanzionabile penalmente.

Trovarla in casa non è un motivo per catturarla: il geco comune è un predatore di insetti e la sua presenza è un segnale di ecosistema sano. Per una trattazione approfondita della sua ecologia e del suo comportamento, rimandiamo all'articolo dedicato (articolo sulla vita del geco).

Il geco verrucoso (Hemidactylus turcicus)

Meno noto del geco comune, il geco verrucoso (Hemidactylus turcicus) è la seconda specie di geco selvatico presente in Italia, prevalentemente sulle coste tirreniche, nelle regioni meridionali e nelle isole. Si distingue dalla Tarentola mauritanica per le dimensioni più piccole (fino a 10 cm), la colorazione più chiara e rosata e la presenza di tubercoli conici sul dorso.

Come riportato dall'IUCN Italia, la specie ha distribuzione circum-mediterranea e preferisce ambienti costieri, muri antichi, rovine e costruzioni in pietra. È anch'esso protetto dalla normativa italiana e non può essere tenuto in cattività senza autorizzazione.

Gestione e allevamento in casa

Indipendentemente dalla specie scelta, esistono alcune verifiche fondamentali da fare prima di qualsiasi acquisto:

  • Documentazione CITES: per le specie soggette - geco crestato (App. II), tokay (App. II), molte specie di Phelsuma (App. I o II) - l'allevatore deve fornire i documenti che certificano l'origine da allevamento in cattività. Senza questi documenti, l'acquisto non è legale.
  • Origine dell'animale: preferire sempre esemplari nati in cattività (CB - captive bred) rispetto a quelli prelevati dal selvaggio (WC - wild caught). Gli esemplari WC portano spesso cariche parassite elevate, soffrono di stress da cattività e hanno aspettativa di vita ridotta.
  • Stato di salute alla vendita: occhi brillanti, corporatura proporzionata, coda turgida nei leopardini, assenza di secrezioni. Un geco sottopeso o con la coda assottigliata è un segnale di malnutrizione o patologia in corso.
  • Allevatori registrati: in Italia gli allevatori professionisti di rettili sono tenuti a registrarsi presso le ASL competenti. Acquistare da privati non registrati su piattaforme di annunci online è una pratica rischiosa sia per la salute dell'animale sia per la conformità legale dell'acquisto.

Prezzo del geco domestico e costi

Il costo di un geco domestico varia significativamente in base alla specie e alla varietà cromatica (morph). A titolo orientativo, i prezzi di acquisto da allevatori registrati in Italia sono:

  • Geco leopardino: da 50 a 150 euro per esemplari standard; i morph più ricercati (Eclipse, Enigma, Super Snow) raggiungono i 300-500 euro o più
  • Geco crestato: da 50 a 200 euro, con morph Harlequin o Pinstripe rari anche oltre i 400 euro
  • Geco tokay: da 40 a 120 euro per esemplari in cattività con documentazione CITES
  • Gechi diurni Phelsuma: da 80 a 300 euro a seconda della specie, con alcune specie rare o CITES Appendice I non commerciabili

Al prezzo di acquisto si sommano i costi di gestione, spesso sottovalutati da chi si avvicina ai gechi per la prima volta:

  • Setup iniziale (terrario, tappetino termico con termostato, rifugi, lampada UVB): tra i 150 e i 400 euro a seconda delle dimensioni e della qualità dell'attrezzatura
  • Alimentazione mensile (insetti vivi, gut loading, integratori): 15-30 euro al mese in media per un esemplare adulto
  • Controllo veterinario annuale presso un professionista esperto in rettili ed esotici: indicativamente 50-100 euro per una visita di routine
  • Sostituzioni e manutenzione (lampadine UVB, substrato, accessori): circa 50-100 euro all'anno

Il costo totale del primo anno - acquisto, setup e gestione - si aggira generalmente tra i 400 e i 700 euro per una specie di livello base come il leopardino. Gli anni successivi la spesa si riduce sensibilmente, con il solo mantenimento ordinario.

Domande frequenti

Quali sono le razze di geco domestico più adatte?

Le specie di geco domestico più adatte ai principianti sono il geco leopardino (Eublepharis macularius) e il geco crestato (Correlophus ciliatus). Il leopardino è la scelta più indicata per chi si avvicina ai rettili per la prima volta: temperamento docile, esigenze ambientali chiare, buona tolleranza alla manipolazione e longevità elevata. Il geco crestato è una valida alternativa per chi preferisce un animale arboricolo con una dieta meno strettamente insettivora. Entrambe le specie sono facilmente reperibili da allevatori italiani registrati.

Perché è meglio non avere gechi selvatici in casa?

Il geco comune (Tarentola mauritanica) e il geco verrucoso (Hemidactylus turcicus) sono specie protette dalla legge italiana: tenerli in cattività senza autorizzazione è un illecito. Oltre al profilo legale, i gechi selvatici soffrono in modo significativo dello stress da cattività, spesso rifiutano il cibo e possono portare cariche parassite elevate. Se liberati dopo la cattività, rischiano di non sopravvivere al reinserimento. La loro presenza in giardino o in casa è un vantaggio ecologico: cacciano insetti e non rappresentano alcun pericolo per le persone.

Cosa mangiano le diverse specie di geco?

La dieta varia in base alla specie. Il geco leopardino è un insettivoro stretto: grilli, blatte dubia, larve di mosca soldato nera e vermi della farina come integrazione occasionale. Il geco crestato è onnivoro e accetta diete commerciali complete (CGD, come Repashy o Pangea) integrate con insetti vivi. Il geco tokay è insettivoro con componente predatoria più ampia, capace di cacciare piccoli vertebrati. I gechi diurni Phelsuma combinano insetti, frutta matura e nettare. In tutti i casi gli insetti vanno gut-loadati e spolverati con calcio e vitamine prima della somministrazione. Per una guida completa all'alimentazione rimandiamo all'articolo dedicato (articolo sull’alimentazione del geco).


Stai valutando di adottare un geco e vuoi capire quale specie è più adatta alle tue condizioni di vita? Un veterinario esperto in rettili ed esotici può aiutarti a scegliere consapevolmente e a impostare correttamente il terrario fin dall'inizio.


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